Costretta ad affittare un’ambulanza per ricoverare il figlio: la “tempesta perfetta” sulla sanità peligna

 L’ottimismo e la voglia di fare non mancano al nuovo direttore generale della Asl, Paolo Costanzi, ma quella di ieri è stata per lui una visita difficile. Perché nonostante il sole e le temperature tiepide di questo anomalo novembre, in queste ore sulla sanità abruzzese e peligna in particolare, si è abbattuta una “tempesta perfetta”.

Neanche il tempo di rassicurare sull’arrivo a breve di quattordici nuovi mezzi in dotazione alla Asl, che sulla scrivania della procura della Repubblica di Sulmona è arrivata una nuova denuncia-querela. A presentarla è un’avvocata di Sulmona che, l’altra sera, è stata costretta a noleggiare un’ambulanza privata per trasferire il figlio di dieci anni a Pescara. Le due ambulanze a disposizione dell’ospedale di Sulmona, dopo i forfait di quelle che c’erano, erano infatti entrambe impegnate.

Il bambino, che presentava febbre alta da settimane, doveva essere trasferito d’urgenza a Pescara: un codice rosso che, però, è arrivato a destinazione con quattro ore di ritardo e solo dopo che i genitori hanno affittato da privati un mezzo, guidato, ironia della sorte, dal padre del bambino che è autista del 118.

La madre, a cui non è stato permesso di salire a bordo, si sfoga: “L’intera gestione ha mostrato criticità ed è paradossale che, per un bimbo di dieci anni, non vi erano ambulanze disponibili. Abbiamo dovuto anche sostenere il costo della benzina. È una vicenda che deve fare riflettere chi parla di sanità – commenta la mamma-avvocata – anche durante il ricovero non vi è stato univocità di trattamento tra i pediatri che si sono susseguiti. Sino a quando non è rimasto altro che disporre un trasferimento d’urgenza. Un’urgenza, un codice rosso arrivato a destinazione con ben quattro ore di ritardo”.

L’episodio si aggiunge a quello dell’ambulanza in panne sull’autostrada di mercoledì scorso, al caso dell’anziana, deceduta ieri, rimbalzata tra pronto soccorso e chirurgia per l’applicazione di un sondino, alle cartelle pazze che hanno provocato le proteste degli utenti, alla carenza cronica di personale e ai problemi logistici tra uffici ubicati in garage abusivi e l’attesa della nuova struttura che dovrà ospitare, si spera a primavera, il Cup e i servizi oggi ospitati ai Comboniani.

Una “tempesta perfetta” i cui cumulonembi erano in carico evidentemente da tempo.

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