Malore fatale prima di iniziare il turno, morto infermiere e centralinista del Suem

 Era seduto su una panchina, a pochi passi dalla macchinetta del caffè. Da li a poco avrebbe iniziato il suo turno di lavoro: da oltre vent'anni prestava servizio alla centrale operativa del Suem come infermiere e centralinista. Un malore improvviso, probabilmente un infarto, è costato la vita ad Alberto Zapolla, 59enne di Treviso. Erano da poco trascorse le 13.30. I colleghi di lavoro, rendendosi subito conto di quanto stava accadendo, hanno tentato di fare il possibile per salvargli la vita: le operazioni di rianimazione, proseguite per circa mezz'ora, non hanno purtroppo dato l'esito sperato. Zapolla è stato purtroppo dichiarato morto, lasciando gli altri operatori e infermieri sotto choc. Il 59enne lavorava come centralinista e si occupava in particolare dei trasporti ordinari delle ambulanze. Lascia una moglie, Teresa, e un fratello, Francesco; non aveva figli ed è ricordato da tutti come una persona schiva, riservata ma molto professionale e attenta sul lavoro. Nel dicembre del 2023 Zapolla perse la madre, Bianca Casagrande, molto conosciuta a Treviso per aver gestito per tanti anni un chiosco per la distribuzione di panini prima di fronte alla stazione ferroviaria e poi alle Stiore. Il funerale di Alberto Zapolla sarà fissato nel corso delle prossime ore.


La nota dell'azienda Ulss 2

Ieri poco prima delle 14 a inizio turno un operatore del Suem Alberto Zappolla si è improvvisamente accasciato: tutti gli operatori del Suem presenti sono subito intervenuti con una rianimazione prolungata e numerose scariche di defibrillatore; accompagnato in cardiochirurgia, sempre con rianimazione cardiopomonare in corso, proseguita anche dall’equipe di anestesisti e cardiochirurghi, non c è stato purtroppo nulla da fare. La sua improvvisa scomparsa ha destato profonda commozione in tutti colleghi e nell’intera Ulss 2. «Perdiamo un valido operatore, innamorato del suo lavoro e amato da tutti. Siamo vicini alla famiglia in questo momento di grande dolore» le parole del direttore generale, Francesco Benazzi.

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