SULMONA: AMBULANZE FERME: 118 SALVATO DAI VOLONTARI

 Ancora una mattinata di emergenza per il parco mezzi del 118 della ASL 1. Dalla notte appena trascorsa tutte le ambulanze in dotazione all’azienda sanitaria sono finite fuori uso, costringendo il sistema dell’emergenza a fare affidamento, ancora una volta, sul supporto fondamentale delle associazioni di volontariato.

Il mezzo destinato ai trasferimenti ha accusato un guasto all’alternatore, mentre l’ambulanza utilizzata per il servizio di emergenza 118 ha dovuto fermarsi a causa della rottura delle corde del freno a mano. Entrambi i veicoli sono attualmente bloccati presso le officine meccaniche, con inevitabili ripercussioni sull’operatività.

Per evitare l’interruzione del servizio, sono intervenute le associazioni di volontariato del territorio — Croce Rossa, Croce Verde di Pratola Peligna e Angeli del Soccorso — che, con il medico a bordo nei casi previsti, stanno garantendo la copertura delle emergenze e supplendo alla momentanea carenza di mezzi aziendali.

Una situazione che si inserisce in un quadro già critico e noto ai vertici della Asl. L’azienda sanitaria ha infatti avviato un programma di rinnovo del parco mezzi del 118, che prevede l’acquisto fino a 14 nuove ambulanze e 7 auto mediche. Al momento, però, il piano è solo parzialmente operativo: una ambulanza e due vetture risultano già consegnate, mentre per il resto occorrerà attendere i tempi della procedura di gara.

«Se potessi acquistare le ambulanze a trattativa diretta ne sarei felice, ma la legge va rispettata — spiega il direttore generale Paolo Costanzi —. La gara è obbligatoria, è stata pubblicata, ora va aggiudicata e solo dopo potrà avvenire la fornitura».

Parallelamente, Costanzi ha deciso di intervenire anche sull’organico. È stato pubblicato un avviso per il reclutamento di due medici da impiegare nella rete dell’emergenza, oltre a un riassetto del personale autista, da gestire in sinergia con la cooperativa che già supporta parte del servizio.

Non è la prima volta che le criticità del 118 finiscono sotto i riflettori. Solo nel mese scorso avevano fatto discutere l’ambulanza rimasta in panne in autostrada con un paziente in codice rosso a bordo e il caso del bambino di dieci anni arrivato in ospedale con quattro ore di ritardo, grazie all’intervento di un mezzo di un’associazione di volontariato.

Allo stato attuale, le ambulanze aziendali realmente funzionanti sono appena due: una destinata al servizio di emergenza 118, con oltre 170mila chilometri e otto anni di servizio, e una per i trasferimenti, che ha già percorso circa 300mila chilometri in sette anni. Numeri che spiegano, più di ogni altra cosa, perché i guasti continuino a ripetersi e perché il contributo del volontariato resti, ancora oggi, indispensabile per garantire il diritto all’emergenza sanitaria sul territorio.

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