A Addio alla centrale unica del 118 Chieti – Pescara. 'Uno spreco senza fine'
La centrale unica del 118 avrebbe dovuto avere, a pieno regime, il compito di organizzare, nel territorio di riferimento, le attività di emergenza sanitaria, di garantire il coordinamento di tutti gli interventi e di attivare la risposta ospedaliera 24 ore su 24.
Ma nulla di questo è avvenuto. E, denuncia il capogruppo in Consiglio regionale del M5S, Francesco Taglieri: "Altro che Centrale unica: da lunedì in Abruzzo siamo ufficialmente tornati al punto di partenza. Due centrali operative, due sistemi separati, due strutture distinte. L’ennesima buffonata politica consumata sulla pelle dei cittadini". Dopo la separazione, definitiva, delle centrali operative del 118 di Chieti e Pescara all’interno della palazzina della Saga all’Aeroporto d’Abruzzo.
“Non si tratta di indiscrezioni o di ipotesi – afferma Taglieri – ma di fatti. Il sistema di cablaggio delle linee telefoniche è stato fisicamente diviso. Le postazioni sono state separate su due piani distinti: al piano terra la centrale operativa del 118 di Chieti, che paradossalmente si trova in territorio pescarese; al primo piano quella di Pescara. Questa non è un’unificazione: è una separazione certificata. Per anni la Giunta regionale ha raccontato di integrazione, razionalizzazione e ottimizzazione delle risorse. I documenti di programmazione economica hanno parlato di centrale unica "a regime’" di interoperabilità, di efficienza. Oggi la realtà è sotto gli occhi di tutti: la centrale unica non esiste più. Esistono di nuovo due centrali autonome, ciascuna con la propria organizzazione".
Dopo l’approvazione a dicembre 2024 del documento di economia e finanza regionale 2025 - 2027, a pagina 161, si leggeva.... "Per una corretta gestione delle emergenze sul territorio, la Regione Abruzzo ha istituito una Centrale unica 118 Chieti-Pescara e sta procedendo all’attualizzazione dell’affidamento del servizio di elisoccorso nonché alla definizione di una rete di elisuperfici idonea anche al volo notturno". Ma l'idillio è finito ben presto.
"E' - sottolinea Taglieri - come assistere alla separazione di una coppia dopo aver speso milioni per una casa comune, solo che qui non si tratta di beni privati, ma di soldi pubblici. I cittadini hanno pagato l’affitto ventennale della palazzina, hanno pagato i traslochi, hanno pagato gli allestimenti, e in queste ore assistiamo persino a discussioni su monitor e materiali da dividere tra un piano e l’altro. E' una scena surreale, ma soprattutto è una gestione irresponsabile. L’operazione della sede aeroportuale, costata oltre 1,6 milioni di euro di affitto in vent’anni, era già stata denunciata come uno spreco. Adesso assume i contorni di un fallimento politico conclamato: non solo non ha prodotto un reale accorpamento, ma ha generato ulteriori costi per una divisione che certifica l’assenza di una visione organizzativa coerente".
"Questa situazione – prosegue Taglieri – dimostra che non c’è mai stata una vera volontà di unificare il servizio. Si è costruita una scatola, la si è riempita di proclami, e oggi la si svuota dividendo perfino i cablaggi. Il risultato è che l’Abruzzo torna ad avere due centrali operative, con tutto ciò che ne consegue in termini di organizzazione e costi. La responsabilità è chiara e ha un nome e un cognome: l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì. E' lei che ha rivendicato pubblicamente scelte organizzative e nomine, è lei che ha difeso questo modello. Ora deve assumersi la responsabilità di un fallimento evidente. Non siamo di fronte a un problema tecnico, ma a un errore politico macroscopico. La verità – conclude Taglieri – è che la cosiddetta centrale unica è stata una costruzione politica senza fondamenta. E quelle fondamenta sono crollate definitivamente". 20 febbr. 2026

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