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Racconto di una storia 🚑

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 Sono le 5,45 quando un’ambulanza porta mio zio al pronto soccorso, il posto dove non sarebbe mai voluto andare, lucidissimo, febbre a 39,7, vomito continuo, si rende conto che è in una situazione grave e chiede lui stesso di chiamare ambulanza, la sua mente lucida come un ventenne. Arriva e lo mettono in codice giallo. Lo raggiungo in pronto soccorso alle ore 8 del mattino, riesco ad entrare, lo trovo sudato, non sembra avere la febbre, ha sete, gli do dell’acqua, mi dice “aiutami, nessuno mi guarda, mi sento male”.  Provo a chiedere a un infermiere, mi dicono che fra 4 persone tocca a lui, protesto debolmente, “è un cardiopatico, fate presto”. Lui resta in silenzio, sguardo severo di sempre, attento, mi dice di nuovo “cerca di fare qualcosa, sento che sta arrivando la fine, tranquillizza tua zia, non farla preoccupare“. Dopo un po’ mi fanno uscire, “non può restare signora“, protesto, è debole, gli sto accanto non do disturbo “deve andare fuori, ci pensiamo noi“. Lui, conosc...

Lo Sbalzo Termico: il rischio invisibile per gli operatori del 118

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  L’estate in Italia porta con sé temperature torride, che spesso superano i 35-40 gradi Celsius, a volte anche più. Mentre molti cercano rifugio in ambienti climatizzati, c’è una categoria di lavoratori che non può permetterselo: gli   operatori delle ambulanze del 118 . Per loro, l’estate non è solo caldo, ma una sfida quotidiana fatta di continui   sbalzi termici , un fattore di rischio spesso sottovalutato che mette a dura prova la loro salute e la loro capacità di operare efficacemente. Immaginate la scena:  l’ambulanza che si dirige sul target con l’aria condizionata in funzione per mantenere i farmaci, la cellula a temperatura controllata per dare un minimo di sollievo all’equipaggio e, soprattutto, al paziente. Ma poi arriva si giunge sul posto. Il portellone si apre e gli operatori si catapultano dall’ambiente fresco del mezzo all’inferno del calore esterno, con la divisa e i dispositivi di protezione individuale. Pochi minuti dopo, con il paziente stabilizz...

Rompono il vetro dell’ambulanza e derubano gli operatori del 118 durante un soccorso

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  Infrangono un vetro di un’ambulanza e derubano gli operatori del 118 durante un soccorso a un malato. È successo nella notte tra sabato e domenica in via delle Piespole, a poca distanza dalla postazione del 118 nel periferia di Torre Maura.   Una parte dell’edificio che accoglieva la guardia medica è stato occupato da un gruppo di rom senza casa, “che – denunciano i sindacati – continuano a bersagliare di furti i mezzi e la postazione delle ambulanze”. Sabato notte gli operatori stavano curando una persona in strada, a poca distanza dalla postazione, e un passante ha infranto il finestrino sul lato passeggero e rubato lo zaino di una operatrice.  Adesso è allarme per l’impennata dei furti nella zona. “Abbiamo parcheggiato l’ambulanza – racconta un infermiere – quando siamo tornati abbiamo trovato il vetro rotto, lo zaino della mia collega con il portafogli, le chiavi di casa non c’era più. FONTE

Sistema 118: “Il medico sulle ambulanze è una condizione essenziale per il buon funzionamento del servizio”

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  Intervento del responsabile del dipartimento regionale Sanità dell’UDC Puglia, Emiliano Messina “In Puglia le piante organiche per ogni Sistema 118 provinciale prevedono circa 500 medici. Ma, allo stato attuale delle cose, sempre per ogni singolo 118, ne mancano all’appello almeno il 50%. Nonostante si tratti di un dato molto preoccupante, la Regione Puglia continua a non dare risposte concrete al problema. Certo non è semplice reclutare tutti i medici necessari, ma è pur vero che bisogna avere il coraggio di cambiare rotta, magari incentivando il reclutamento tramite l’incremento della retribuzione base, adozione di indennità economiche specifiche che oggi per i medici centodiciottisti non sono previste (per intenderci come quelle adottate invece per i medici del Pronto Soccorso). Fra l’altro, questi incentivi sono uno strumento dovuto, considerato anche il fatto che il medico del 118 si assume dei rischi particolarmente gravosi. Al contrario non è assolutamente perseguibile la ...

Ambulanza in ritardo: muore di infarto. “Mio marito poteva salvarsi?”

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  La denuncia della moglie dell’uomo di 71 anni di Gatteo, in provincia di Cesena: il mezzo è arrivato dopo un’ora dalla telefonata al 118. “Intanto l’operatore al telefono mi spiegava come fare il massaggio cardiaco”. Voglio rendere nota la vicenda che ha portato alla  morte per infarto di mio marito , perché nel 2025 non possono accadere cose del genere, e se accadono una volta si deve fare in modo che non accadano mai più". Chi parla è una signora di oltre sessant’anni che nell’aprile scorso ha perso il marito per un infarto cardiaco. "Mio marito aveva avuto un infarto un mese prima nella nostra abitazione, che è proprio  nel centro di Gatteo  – racconta – e l’avevo accompagnato in auto al Pronto Soccorso dell’ospedale Bufalini di Cesena; qui lo avevano trasferito all’Ospedale di Rimini, dove gli avevano praticato un’angioplastica. All’ospedale Bufalini mi avevano sgridato perché avrei dovuto chiamare un’ambulanza anziché usare l’auto. Così, a metà aprile, mio mar...

Savona, malore in negozio: ambulanza bloccata da un’auto in sosta vietata

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  Savona – Una donna ha un   malore in un esercizio commerciale del centro a Savona , in via Santa Maria Maggiore e l’ambulanza che deve soccorrerla resta b loccata all’imbocco della via , lato piazza Sisto, per una   vettura in divieto di sosta   che impediva ai mezzi di soccorso di arrivare. È successo ieri in tarda mattinata: un fatto che ancora una volta mette in luce la  cattiva abitudine di molti automobilisti  nel lasciare la propria autovettura dove non è consentito. Solo che a volte tale comportamento può anche rischiare   conseguenze più serie .   Le ambulanze hanno  chiamato la polizia locale  per chiedere che la vettura venisse rimossa nel più breve tempo possibile: i militi nel frattempo  hanno raggiunto la paziente a piedi,  visto che la chiamata era partita come un codice rosso. Non si poteva aspettare. Per fortuna le condizioni della donna  non erano così gravi: probabilmente un malore dovuto al forte caldo...

Napoli, nuova aggressione al 118: tenta di accoltellare autista in via Guerra

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  Senza apparente motivo dopo un soccorso un individuo aggredisce a Chiaiano l'autista dell'ambulanza con un coltello e una bottiglia poi scagliata contro il parabrezza del mezzo. Armato di una mannaia da macellaio tenta di colpire un autista di una ambulanza del 118 in via Camillo Guerra, in zona Camaldoli, quartiere Chiaiano. Forse un tentativo di rapina sventato dalla rapida manovra della giubba arancione che però mentre fa manovra  rimedia il lancio di una bottiglia di birra sul parabrezza che va in frantumi. L'uomo non pago, l'aveva infatti recuperata nel tentativo di rapinare anche una pizzeria. La storia è quella di un 56enne arrestato dai Carabinieri allertati dal dal team del 118 aggredito. La storia è  stata prima raccontata da Manuel Ruggiero medico del 118 della Asl napoli 2 nord che cura la pagina facebook nessuno tocchi Ippocrate e poi confermata da una nota del comando dei carabinieri.  Il 56enne napoletano, senza motivi apparenti, impugnando un coltel...